martedì 31 marzo 2015

Mega-fono: amplificazioni quotidiane - 31 marzo 2015


Senza retorica e senza la volontà di giudicare. E’ "solo" la foto di una bimba siriana e della sua reazione di fronte ad una macchina fotografica, corredata di un potente teleobiettivo.

I bimbi sono soliti sorridere di fronte ai fotografi o fingere di nascondersi per gioco, ma quelle braccia alzate sono la resa di fronte ad un’arma che è reale nella sua mente più che nella sua quotidiana e tangibile fuga dalla guerra.

E’ un grido di allarme, è l’amaro specchio di un’infanzia spezzata che espande il proprio riflesso fino all’estremo.


Non è importante rintracciare tra vent’anni – come già accaduto in passato con altri soggetti fotografati in situazioni similari – l’evoluzione genetica  di quei pugni stretti, ma interrogarsi su quei due scuri diamanti tristi, privi di speranza.

Allontanare la paura dagli occhi dei bimbi dovrebbe essere un obbligo, non un’opzione.

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